03  mag
Uscite palle alte

Le difficoltà per un portiere nell’adempimento di questo esercizio sono molteplici.

la velocità e le traiettorie che assumono i palloni di nuova generazione,

a volte risulta difficile calcolare bene la direzione esatta della palla.

Abilità degli attaccanti nel gioco aereo, indubbiamente un attaccante

di statura elevata è visto in maniera preoccupante da un portiere una minaccia

nel gioco aereo.

Il disturbo visivo, un proprio compagno che si trova in traiettoria della palla e quindi

disturba la visuale al portiere, una deviazione della palla all’interno dell’area, riducendo

la decisione del tipo di parata da parte del portiere.

Nell’allenamento del portieri nelle uscite alte, si cerca di lavorare sul ritmo che permette

di trovare i giusti passi di spostamento per arrivare al punto di intercettazione della palla.

Capacità spazio-temporale che permette di valutare la distanza, il tempo, il ritmo

e la traiettoria di partenza della palla.

Oltre al miglioramento delle capacità coordinative è importante insegnare al portiere ad assumere

totale padronanza dei suoi movimenti, essere sempre presente all’azione di gioco.

Il portiere deve essere pronto ad ogni situazione di gioco che gli si presenti all’interno della sua

area piccola, palloni che arrivano dalla fascia, dal centro, da centrocampo perchè a volte una

palla calciata da centrocampo può creare problemi non indifferenti.

Un portiere deve avere una buona autostima di se stesso, deve dimostrare sicurezza verso i

propri compagni, la presenza del portiere in campo è fondamentale, deve esternare sicurezza,

dando così una notevole mano al compito deve svolgere un difensore.

La scelta migliore per un portiere è decisamente la presa a due mani,  purtroppo questo non è

sempre possibile, quindi un buon allenamento sulle respinte di pugno, oppure esercizi a prolungare

la direzione della palla nelle diverse posizioni del campo, mi alleno, sono abituato a fare determinate

cose, dopo in partita mi vengono naturali.

Importante leggere bene la situazione di gioco e quando ci si appresta ad un’uscita, chiamare

sempre la palla, mettere al corrente ai propri compagni di gioco che ci sei e hai la padronanza

dell’azione di gioco, una volta presa la decisione di uscire non cambiare mai idea.

Dopo un’azione di gioco difensiva, bisogna essere veloci nel rilancio, sia con i piedi che con

le mani e trasformare un’azione difensiva in offensiva.

Durante una partita di calcio sono molteplici i fattori che incidono negativamente per un portiere

il sole di giorno come alla sera i fari artificiali a volte posizionati in posizione veramenti scomodi.

Un portiere che usa le lenti indubbiamente per lui cambia se la partita si svolge nelle ore pomeridiane

o in quelle serali.

Il vento e la pioggia sono altri due elementi scomodi per un portiere, il vento può allungare

o accorciare la traettoria della palla, la pioggia rende i terreni di gioco viscidi e insidiosi, un

semplice tiro rasoterrra può trasformarsi in un notevole pericolo, importante è quindi allenarsi

in tutte le situazioni climatiche.

Il ruolo del portiere è determinante per l’esito della gara, quindi cerchiamo sempre di

arrivare prima della gara in buone condizioni fisiche.

Si ringrazia Alberto STEFANI per la gentile collaborazione.

Posted by admin, filed under Senza categoria. Date: maggio 3, 2009, 7:56 pm | No Comments »

26  apr
Alimentazione

Occorre fare il pieno di carburante prima di fare sport.

Alimentazione e sport dovrebbero avere un giusto equilibrio, per non arrivare ad una sottoalimentazione

allenamenti molto intensi alla fine dannosi al nostro fisico.

In Italia gli alimenti più consumati sono, il pane, la pasta, il riso, carni bianche e rosse

formaggi, dolci.

Il peso forma deve rappresentare un equilibrio tra la massa muscolare ed una bassa percentuale

di grasso corporeo.

Il peso ideale si calcola, tenendo conto, dell’altezza, lo spessore delle ossa, percentuale di grasso

corporeo.

Concludendo deve esserci un giusto equilibrio tra carboidrati proteine e liquidi.

I carboidrati sono la fonte di energia primaria per lo sportivo.

Vengono digeriti ed assorbiti nel primo tratto dell’intestino tenue, tramite la circolazione

sanguigna arrivano al fegato che li trasforma:

grassi, glucosio, poi rilasciarli e raggiungere tessuti che anno bisogno.

Quando si fà una attività di media intensità si intacca la riserva di glicogeno.

Ingerire carboidrati durante la prestazione sportiva fornisce energia e ritarda l’esaurimento

delle scorte, si consuma in genere 100g. di carboidrati dopo 25-30 minuti di attività.

E’ consigliabile ingerire carboidrati nelle due o quattro ore succesive.

Riduzione degli allenamenti i giorni che precedono una gara, nutrirsi con pasti ricchi di carboidati,

bene anche la frutta secca.

Il pasto dopo l’allenamento è fondamentale l’assunzione di carboidrati e proteine migliora il

recupero psico fisico e favorisce la crescita muscolare, sarebbe consigliabile assumere il

tutto in forma liquida .

Il pasto va assunto fra i 30′ ed i 60′ dopo la prestazione sportiva.

Gli zuccheri si suddividono in sempilci o(veloci) zuccheri lenti o complessi.

Gli zuccheri semplici sono caraterizzati da piccole molecole, glucosio, fruttosio, saccarosio,

maltosio, lattosio…

Avendo una catena molecolare corta risultano rapidamente disponibili sotto forma di glucosio

nel sangue, e aumenta la glicemia, ad un indice elevato glicemico segue l’intervento del pancreas

che produce insulina, un ormone regolatore del livello di zuccheri nel sangue.

Gli zuccheri complessi, sono costituiti da più unità vengono definiti polisaccaridi, sono detti

lenti in quanto anno una assimilazione più graduale, formano una riserva di energia e riducono

brusche variazioni nella glicemia.

L’assunzione corretta di carboidrati consente di:

prima dello sforzo garantiscono la formazione di riserve

durante lo sforzo, consentono di mantenere costante la glicemia con la possibilità di un lavoro

lungo e al meglio delle possibilità ritardando il senso di fatica e aiutano a mantenersi lucidi.

Dopo lo sforzo rendono possibile il riprestino delle riserve esaurite rifornendo di glicogeno

i muscoli nel momento di massimo sforzo.

ACQUA

Una corretta quantità d’acqua sono almeno 10 bicchieri al giorno, esistono vari prodotti che

combattono la disatrazione e la perdita di minerali, in una prestazione sportiva si calcola la

perdita del 2-3% dell’acqua del nostro organismo e provoca una seta intensa.

Le bevande ricche di zuccheri, restano nello stomaco più a lungo ritardando l’assorbimento

dell’acqua quindi per una buona reintegrazione di acqua è consigliato bere una bibita aventi

pochi zuccheri, l’acqua da bere è consigliata quella con prevalenza di calcio e magnesio

che compensono l’acidosi e accumulo di acido lattico.

Una buona dieta una corretta alimentazione e un buon allenamento sono fattori congegnali

per chi accinge a svolgere una attività sportiva.

Posted by admin, filed under Lavagna. Date: aprile 26, 2009, 4:25 pm | No Comments »

TIPOLOGIA DI TUFFO

L’impatto con il terreno specialmente nei giovani non è una cosa così semplice,
questo tipo di azione di gioco per un portiere può provocare leggeri traumi,
ma piano piano con un corretto allenamento si cercherà di superare le varie
difficoltà che tale esercizio comporta.

LA GONDOLA

Sequenza d’impatto con il terreno:
Spalla, Anca, Esterno ginocchio, Malleolo, Esterno piede.

Effettuando la gondola in modo corretto si noterà che il corpo sarà sempre
allungato sul fianco e non tenderà a girarsi sulla schiena, mantenendo così
la prospettiva del campo frontale.

Tuffo a Gondola

Tuffo a Gondola

La gondola è quindi un insieme di movimenti coordinati che permettono al
portiere di effettuare il miglior gesto tecnico specifico, di avere una riduzione
di traumi e ottenere la massima distensione muscolare e flessibilità articolare.
Di avere una buona copertura degli spazi inerenti alla porta e realizzare
un dispendio energetico minore.

I punti d’impatto con il terreno devono avere una sequenza precisa,
intercettazione della palla, coordinazione dei movimenti la giusta sequenza
d’impatto risultano importantissimi.

Un massimo allungamento del corpo comporta a una riduzione dello specchio
della porta.

Negli interventi con traiettoria palla rasoterra, la corretta sequenza d’impatto
con il terreno è la seguente:

  • Malleolo esterno piccolo
  • Esterno ginocchio
  • Anca
  • Spalla

Un buon consiglio è quello di dire ad un portiere che durante lo svolgimento di una gara
è quello di essere sempre presente all’azione e cercare di vedere sempre il tiro quando
lo sportivo avversario calcia.

Nei tuffi a terra molto sollecitate sono le ginocchia,parliamone.
Nell’articolazione del ginocchio vi sono 2 legamenti crociati la cui funzione è quella
di impedire il movimento di traslazione anteriore e posteriore della tibia rispetto il femore
si chiamano crociati, perché si incrociano al centro dell’articolazione.

Durante una fase sportiva il legamento crociato anteriore è molto sollecitato e nella
grande maggioranza dei casi ne determina la sua rottura, questo purtroppo necessita di
una ricostruzione a livello chirurgico,il rischio di praticare ugualmente sport con
un legamento rotto può portare nel tempo un’artrosi l’articolazione del ginocchio è
ricoperta come tutte le articolazioni, da una superficie cartilaginea, una usura progressiva della cartilagine provoca l’artrosi.
Le cause dell’artrosi di ginocchio sono numerose,l’aumento di peso è sicuramente un fattore
favorevole,oppure postumi di fratture articolari e meniscali.
Il trattamento dell’artrosi è incruento allo stadio iniziale, chirurgico negli stadi avanzati.

I principali legamenti del ginocchio sono quattro:
legamento crociato anteriore
legamento crociato posteriore
legamento collaterale interno
legamento collaterale esterno.
I due legamenti crociati anteriore e posteriore proteggono l’articolazione durante le
sollecitazioni che avvengono lungo l’asse anteroposteriore .
Gli altri due neutralizzano invece le sollecitazioni imposte in direzione mediale e laterale.
Le distorsione del ginocchio possono essere causate da un movimento sbagliato
o da un forte trauma, durante un brusco arresto o una torsione .
Primo grado sono le distorsioni che provocano rotture microscopiche a livello
legamento so .
Nel secondo grado il legamento è parzialmente strappato,difficoltà si anno anche nel semplice
gesto di camminare o alzarsi in piedi.
Terzo grado rottura completa del legamento .
Una buona radiografia è utile per depistare una eventuale rottura a livello osseo .
L’intervento chirurgico con i nuovi sistemi attuali viene eseguito in artroscopia.
La riabilitazione del ginocchio si cerca di effettuarla il prima possibile,in
generale bisogna prevedere 4/6 settimane, prima di poter trovare una autonomia
completa.
Con una buona riabilitazione e molta pazienza da parte dell’atleta si può tornare
ad essere operativi e più concentrati che mai, buon lavoro a tutti.

Posted by admin, filed under Senza categoria. Date: febbraio 14, 2009, 5:07 pm | No Comments »

27  dic
Feste Natalizie

E dopo il panettone:

Si sa le feste natalizie sono per una buona parte degli atleti un momento di pausa
i pranzi in famiglia tendono di solito ad essere esagerati come menù,
l’atleta in quei momenti capisce perfettamente che non bisogna esagerare, per non rovinare
una buona preparazione atletica svolta in precedenza, ma il pranzo della mamma in
questi giorni è veramente buono ed abbondante.

Campionato fermo, mi dedico a divertirmi ma attenzione non voglio portare sfortuna
a nessuno ma a volte si ragiona in termini superficiali.
Sono allenato posso benissimo andare a sciare, tralasciando come in tutte le varie
discipline che ogni atleta si appresta a svolgere richiede un minimo di preparazione.
Comunque buone vacanze a tutti.
Prima di iniziare la preparazione invernale cercherò di fare qualche corsa per eliminare
un po’ di peso accumulato durante le feste.
Un consiglio riprendete piano non vogliamo strafare subito, la temperatura nel periodo
invernale specialmente in certe zone è veramente rigida.
Premetto non sono medico ma vi volevo parlare di alcune patologie:

la pubalgia:
nell’ambito del calcio esistono molti gesti tecnici che possono favorire questa patologia
salti, dribbling, contrasti in fase di gioco effettuati in scivolata, sono causa di forti sollecitazioni
a livello pubico, per non dimenticare i terreni sconnessi.
La pubalgia a volte costringe l’atleta a lunghi stop, talvolta a compromettere l’intera stagione.
I dolori della patologia, possono essere di tipo progressivo oppure a volte si ha un insorgenza
brutale, il quadro clinico e soggettivo per ogni atleta consultare comunque un valido esperto
nel settore.
La pubalgia è veramente strana può comparire in seguito ad una gara, o allenamento,
essere presente prima, scomparire durante la fase di riscaldamento, per poi ricomparire
nel proseguo dell’attività.
Il dolore può irradiarsi estendendosi la muscolatura adduttoria, in direzione degli organi genitali
Importante fare una buona radiografia, e un eventuale ecografia per non escludere un ernia
inguinale
Un buon consiglio per me per chi soffre di questa patologia è rafforzare i muscoli obliqui,
questo in teoria dovrebbe ridurre le forze tensive a livello pubico,
allungamento e detensione della muscolatura adduttoria
comunque un buon terapista vi saprà consigliare quali sono gli esercizi più idonei per
questa patologia.
Ricordarsi sempre un buon riscaldamento prima di iniziare qualsiasi tipo di
attività è fondamentale, non calciamo a freddo come si vede spesso sui campi di calcio
non serve a nulla anzi in certi casi peggiora solo la situazione muscolare dell’atleta.
Facciamo le cose come gli allenatori ci consigliano eviteremo guai, infortuni che a volte
ci portano a lunghi stop.

Buon anno a tutti.

Posted by admin, filed under Senza categoria. Date: dicembre 27, 2008, 3:45 pm | No Comments »

Il riscaldamento pre-gara è un momento di grande attenzione e concentrazione
specialmente dal punto di vista psicologico.
L’ingresso in campo prima della gara, per un portiere è un momento di grande tensione,
il portiere svolge una serie esercizi per arrivare all’inizio della gara concentrato e sicuro
di se, convinto delle proprie possibilità.
Corsa leggera, muovendo bene ogni parte del corpo,gambe,braccia.
Controllo del terreno di gioco mentre si accinge ad eseguire i vari esercizi,e cercare di rompere
la tensione accumulata prima negli spogliatoi.

Serie di passaggi rasoterra con i piedi, interno piede e poi con il collo dello stesso.

Spostamenti laterali presa con le mani in basso e mezz’altezza.
Tiri sempre più impegnati,tenendo il portiere costantemente impegnato.

Serie di tiri in varie angolazioni aumentando costantemente l’intensità curando la presa
in diverse situazioni, bassa, alta, mezz’altezza.

Serie di cross in area percorrendo varie posizioni del campo.

provare alcune rimesse in gioco sia con le mani che con i piedi,cercando la precisione.

L’uscita per un portiere e per tutto il reparto difensivo,è una cosa determinante nel contesto
di una gara.
Il portiere nelle prese alte sempre ginocchio sollevato a protezione del corpo,
passi brevi e veloci permettono di calcolare la traiettoria in modo più preciso.
Cosa importante nelle uscite,una volta presa la decisione di uscire, non cambiare mai idea
in corso ma essere decisi e determinati sino alla fine dell’azione, comunque le possibilità
con le uscite di subire gol sono minori,in situazioni di gioco specialmente nell’Area piccola
dove il tempo di intercettare una deviazione diventa minimo.

si ringrazia Alberto Stefani per la collaborazione.

Posted by admin, filed under Senza categoria. Date: dicembre 8, 2008, 11:03 pm | No Comments »

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